a presto.
SCollicelli
Sul web inizia a circolare un video dove il ministro della difesa La Russa tenta (con più che scarsi risultati) di esprimere in inglese la sua gratitudine al governo britannico per aver autorizzato un blitz da parte del proprio esercito in Somalia, liberando così l'equipaggio di una nave italiana finita ieri nelle mani dei pirati somali.[...] il sistema produttivo arretrato non era in grado di assorbire tutti i diplomati e i laureati provenienti da scuole tecniche, licei e università. Il fenomeno destava viva preoccupazione nella classe politica, come si desume dai dibattiti parlamentari: si temeva che i giovani intellettuali scontenti e frustrati nelle loro aspirazioni dessero sfogo alla loro rabbia ponendosi a capo dei movimenti di protesta popolari. E in effetti ciò avvenne: molti giovani piccolo borghesi, forniti di titolo si studio, si avvicinarono al socialismo o militarono decisamente nelle sue file.Queste righe le ho incontrate in un libro di letteratura sotto il capitolo dedicato ai primi anni dopo l'unificazione dell'Italia.
Why didn't anyone on twitter mention the 11 Assad soldiers that got killed in Daraa today in a road bomb?
I ragazzi spagnoli, gli Indignados, sono nuovamente in piazza, si sono ripresi le strade di Madrid e di certo non le lasceranno tanto in fretta. E' un movimento nato dal basso, dalla forza di milioni di ragazzi stufi di un sistema politico ed economico corrotto, incapace di guardare al futuro in un'ottica di beneficio collettivo.
Eccoci ancora attaccati. L'Europa sotto tiro. La guerra continua. L'islam non ci dà tregua. L'integrazione non serve. Le voci illuminate di opinionisti, giornalisti da sempre difensori di una certa politica conservatrice, attenta a salvaguardare una millantata identità che si mostra solo in determinate occasioni, gridano dopo gli attentati che hanno scosso nella giornata di ieri la città di Oslo. Rivendicazione jiadista. Prima vendetta per l'uccisione di Osama Bin Laden. Peccato scoprire poi che le azioni terroristiche, che hanno causato 91 vittime, siano opera di un 32enne norvegese, cristiano conservatore, anti-islamico e di estrema destra. Così si scioglie l'impianto accusatorio, o meglio, inquisitorio che si era costruito sulla base del terrore psicologico derivante da una ottusa cecità culturale e globale. Gli stessi che glorificano la globalità dei mercati, dimenticano che assieme ad essi si "globalizza" anche la popolazione mondiale e dall'apertura finanziaria, in un baleno, si passa alla chiusura culturale. Ecco, con un poco di lungimiranza ed un pizzico d'arguzia, questa triste pagina si sarebbe evitata.
Mentre in Italia abbiamo il nostro daffare con dei signori che decidono per noi senza averne il minimo diritto (non sono affatto eletti, bensì nominati) e cercano di salvaguardare i propri interessi, chiedendo, in cambio, forti sacrifici ai cittadini, in questa foga, stiamo glissando a proposito di un disastro umanitario, lo stiamo completamente ignorando.
In rete ho trovato questa lettera. Credo sia giusto diffonderla, al di là dell'emotività che trasmette, perché aiuta a comprendere la reale potenza disinformatrice della tv manipolata, delle immagini create ad hoc.Sono finita per caso sul vostro giornale, ho letto belle cose, ho visto che alle volte le parole mandano messaggi importanti, ed ho deciso di affidarvi il mio. Non so se mi prenderete in considerazione, ma io in fondo, non ho nulla da perdere, ci voglio provare. Sono una donna aquilana, vi scrivo perché da troppo tempo vedo intorno a me tanto dolore e tanta indifferenza, vedo che la vita riprende per alcuni, e vedo che per me invece non si riesce a sbloccare quel senso di angosciante agonia che mi prende, ogni volta che torno nella mia città. Ma non posso fare a meno di andare a passeggiare tra quei vicoli, su quei san pietrini, tra quei palazzi che mi hanno vista crescere, che mi hanno fatta innamorare della pace, della vita semplice, del caos nelle ore di punta, che si respirava in centro prima del 6 aprile.Ora cammino e respiro un caotico silenzio intorno a me, vedo ferite aperte, vedo gente che armata di macchinette fotografiche, vengono qui per avere un ricordo della gita, nella città distrutta, e mi viene da piangere, e vorrei gridare, urlare al mondo il mio dolore, vorrei che questo senso di impotenza mi abbandonasse almeno un attimo, e che potessi anche solo per poco rivedere il futuro come lo immaginavo prima.Mi piacerebbe che i turisti sentissero il dolore che ho dentro, così da trasmetterlo a chi fuori dal territorio abruzzese, non sa e non ha idea del male che ci affligge, del senso di vuoto che (almeno per me è così) abbiamo dentro. Qualche tempo fa, ero alla processione a Collemaggio, e una vecchia signora turista, mentre noi pregavamo ci è passata davanti dicendo un po' stizzita: "e ringraziate Berlusconi piuttosto che vi ha fatto le case", ecco in quel momento io ho capito che la gente vede solo ciò che vuol vedere, devo dire che ho fatto una grande fatica per non piangere, ho pensato che questo incubo non ha fine. Vorrei che la gente come quella, la situazione che viviamo, potesse vederla con gli occhi del cuore, ma evidentemente è più difficile di quanto sembra, cercare di capire l'altrui sofferenza..... per fortuna di gente così non ne gira molta e i tanti che sono venuti ed hanno visto in che condizioni giace questo piccolo angolo di mondo, sono rimasti stupiti e attoniti nel riscontrare che ciò che i tg hanno riportato non sono che la minima parte del dramma che quì si sta vivendo, ciò che è arrivato dai tg sono le lamentele per i tempi lunghi, le lamentele per le case piccole, le lamentele per questo e quello, insomma le sciocchezze praticamente, ciò che non è chiaro al resto del mio popolo e del mondo, è che qui la vita per alcuni, si è fermata al 6 aprile e che, se anche si è tornati a vivere, si sopravvive, perché il male è radicato dentro e difficilmente andrà via, sino a che ci sarà la consapevolezza della incertezza per il futuro, per i nostri figli, per la nostra città, per il lavoro e per tutto il resto.Non so se sono riuscita con il mio sfogo ad esprimere ciò che sento ma lo spero, perché sto facendo la mia battaglia di sensibilizzazione personale, con il solo scopo di smuovere le acque che ormai sembrano stagnare, come già detto non so se mai ci riuscirò, ma almeno ci avrò provato. Per chiudere vorrei chiedere ai vostri lettori, visto che è tempo di vacanze, fate una capatina a l'Aquila se potete e fatevi portavoce del dolore che scaturisce dalle ferite di questi palazzi dimenticati.Cristina S.
Berlusconi ancora indagato. Stavolta c'entra Annozero. Il presidente del consiglio, infatti, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Roma per abuso d'ufficio in quanto nel 2009 fece pressioni sull'allora presidente Agcom Giancarlo Innocenzi per stoppare la trasmissione di Michele Santoro.
Diciannove anni fa moriva Paolo Borsellino.
Donne di nuovo in piazza. Movimento No-Tav. Appelli
E' quantomai chiaro che dietro la nuova loggia (siamo arrivati alla quarta) ci sia nessun altro che Marco Travaglio. Sì, è quello che Libero urla in prima pagina:"C'è Travaglio dietro la P4". E certo non si ferma: una caricatura del giornalista del Fatto, con tanto di compasso e livella e grembiule del Grande Oriente fa da sfondo. Chiaro ormai che la massoneria, insinuatasi nelle redazioni dei giornali di sinistra, nei gruppi di sinistra dei pm di sinistra, stia cercando di far cadere il governo, destabilizzare il Paese per poi prenderne il comando. Oppure la massoneria stessa è di sinistra? Ha forse importanza? L'importante è sapere che i direttori d'orchestra di questa campagna denigratoria mirata alla conquista del Paese hanno a che fare con la sinistra, sono organizzati in gran segreto, coperti dalle tenebre di una società segreta ed il gioco è fatto. Lampante. Finalmente qualcuno ha trovato il coraggio di porre tutto alla luce del sole, così da poter giustiziare, dopo un regolare processo (regolarmente sommario, s'intende), la piramide, i vari Esperti, Venerabili, Fratelli d'ogni ordine e grado. Il patrio suolo è alfin salvo.
Un'Italia nuova. E' possibile se si guarda con fiducia a quello che sta accadendo nel nostro Paese, di questi tempi. Finalmente possiamo tornare ad utilizzare la lettera maiuscola dopo un lungo periodo di sconforto morale e culturale nel quale la penisola sembrava inesorabilmente affogare. Ma in quello scenario desolante erano stati sottovalutati i giovani, la loro energia, la loro rabbia, la loro indignazione. E la loro gioia, la loro voglia di contare qualcosa, di contribuire a costruire un Paese migliore. Tutto questo ha portato alla mobilitazione di massa su internet; una mobilitazione che rimane comunque appannaggio di una (forse una e mezza) generazione. Per questo l'obiettivo più prossimo di tutti quei ragazzi che hanno trovato nel web la vera piazza nella quale prendere decisioni, dare il via a mobilitazioni, condividere esperienze e idee, sta nel farsi portatori di questo nuovo spirito anche presso chi sente, per forza di cose, lontane queste nuove forme di aggregazione e condivisione. Non si chiedono gesti eclatanti o dimostrazioni più o meno rumorose: basta l'esempio quotidiano di un nuovo approccio alla vita civile nelle comunità-base (dopo la famiglia), i Comuni.
promuoviamo Giuliano Pisapia a "personaggio" nella nostra piccola rubrica; non poteva che essere così. ha vinto il ballottaggio contro letizia moratti; ha ridato un po' di speranza alla sua città, Milano, ed anche all'Italia intera; quell'Italia che non ne poteva davvero più di una politica totalmente a lei estranea, distante, a tratti disprezzabile; nonchè imbarazzante e privata di ogni significato.

ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordellodi nocchieri oggi ce ne sono troppi, ma lo stesso la barca si perde alla deriva roteando su se stessa proprio come quella dannata Moby Prince nella notte tra il 10 e 11 aprile 1991.



