benvenuti!
questo è un blog libero.
qui potranno parlare tutti; e si parlerà di politica, musica, attualità; di tutto ciò che accade in italia e nel mondo.
un taccuino sempre aperto. le sue pagine sono pressoché infinite, quindi non c'è motivo per non continuare a scrivere, riflettere e buttare qualche riga.
è rivolto soprattutto ai giovani, (sono giovane anch'io), per dimostrare che in questo Paese non esistono solo i giovani che rifiutano una partecipazione più o meno attiva alla vita che li circonda.
detto questo, vi saluto sperando che da qui possa uscire
qualcosa di costruttivo...
SCollicelli

mercoledì 25 maggio 2011

referendum. un dovere

ancora una volta decisioni politiche imposte dall'alto, ignorando il grido dei cittadini. questo è il quadro che nuovamente si profila all'orizzonte della nostra Repubblica in queste ore, mentre alla Camera si discute il decreto "Omnibus", quel decreto che, una volta tradotto in legge riuscirebbe a far saltare il tavolo del referendum sul quesito riguardante il nucleare. un inganno, in nessun altra maniera è definibile questa subdola manovra attuata dalle menti a capo degli uffici strategici del governo, con la quale si salva il progetto di ritorno all'energia nucleare per fini energetici nella nostra Patria si bella e perduta. sottraendo al referendum popolare la questione nucleare il governo ha la possibilità di riproporre in futuro il piano di reinvestimento nel nucleare. ovvero quando l'incubo Fukushima sarà, con buona pace di tutti, dimenticato; quando, come essi sperano, l'opinione pubblica torni ad assopirsi sulle proprie poltrone di mediatico e antipolitico menefreghismo. sarà tutto passato e nessuno si preoccuperà di opporsi ad una qualsivoglia "legge" volta non a salvaguardare l'interesse comune, ma bensì i privilegi economici di qualche ristretto gruppo plutocratico. questo è quello che si spera. i(il) sopraccitati(o) non si sono nemmeno presi la briga di nascondere questa messinscena: l'hanno ammesso, l'emotività aveva spinto troppo in là le coscienze popolari, al referendum sarebbe stata una sonora sconfitta. non piace quando le menti si risvegliano.

questo è uno dei motivi per i quali non si deve assolutamente lasciare che queste ( le menti) ritornino nel loro sonnolento quieto vivere che sta contraddistinguendo la nostra italia da ormai troppi anni. in primo luogo le coscienze debbono rimanere vigili ora che questo decreto legge cartonato sta per essere convertito, c'è bisogno di una indignazione collettiva. qualora esso si tramutasse in legge il referendum deve essere lo stesso partecipato, perché i rimanenti quesiti sui quali si è chiamati ad esprimersi sono altrettanto fondamentali per una democrazia che vuole ritenersi "progredita, occidentale": la privatizzazione dell'acqua, risorsa necessaria per la vita, diritto non negoziabile, quanto meno "oggetto" speculativo; il legittimo impedimento, quale nazione può tollerare un primus inter pares che si trovi al di sopra delle leggi?.


il referendum è l'unica forma di effettiva democrazia diretta che è rimasta a noi cittadini. disertarlo significherebbe disinteressarsi della vita politica, quando invece questa è ciò che ci unisce come comunità, e non deve, in nessun caso, essere lasciata nelle mani di chi, poi, si sente in diritto di farne strumento per personali e/o élitarie speculazioni. 
difendiamo i nostri diritti. adempiamo ai nostri doveri.

Nessun commento:

Posta un commento