benvenuti!
questo è un blog libero.
qui potranno parlare tutti; e si parlerà di politica, musica, attualità; di tutto ciò che accade in italia e nel mondo.
un taccuino sempre aperto. le sue pagine sono pressoché infinite, quindi non c'è motivo per non continuare a scrivere, riflettere e buttare qualche riga.
è rivolto soprattutto ai giovani, (sono giovane anch'io), per dimostrare che in questo Paese non esistono solo i giovani che rifiutano una partecipazione più o meno attiva alla vita che li circonda.
detto questo, vi saluto sperando che da qui possa uscire
qualcosa di costruttivo...
SCollicelli

mercoledì 7 settembre 2011

Perché la morte è morte

Accade anche questo, sì. C'è anche chi tra le pieghe sanguinose di una rivolta popolare affogata nel sangue quale è quella siriana, dalle file dei ribelli, vuole ricordare i soldati del regime caduti, vittime anch'essi della stessa stupidità umana che strappa tra le lacrime la vita dai corpi dei propri simili. Così, su twitter un attivista anti-regime si rivolge al popolo della rete.

Why didn't anyone on twitter mention the 11 Assad soldiers that got killed in Daraa today in a road bomb?




Manovra e rifondazione (non comunista)

Giornata movimentata quella di oggi. Dopo aver giurato che la manovra non sarebbe stata presentata al Senato con la fiducia, il governo si è prontamente smentito. Fiducia posta e incassata. Passa così una manovra della portata di 54 miliardi di euro (così riporta BBC News; al contrario le agenzie italiane parlano di "soli" 52,2 miliardi) che vuole portare al pareggio di bilancio già nel 2013. Ora sarà il turno della Camera. Nel frattempo, fuori dall'aula si accendevano scontri tra COBAS e polizia. Tafferugli, nulla più. Non è certo con qualche scaramuccia in strada che si può decidere il Paese a cambiare. Sì, perché ormai è al Paese tutto che bisogna puntare, non più alla detronizzazione di questo o quello scellerato leader. Solo quando si (ri)porterà in tutta la Penisola uno stato di consapevolezza istituzionale, una buona dose di senso del dovere civico e voglia di partecipazione attiva alla vita politica del proprio Paese, solo allora si potrà parlare di rivoluzione, di nuovo tempo. Già oggi l'onda tanto rumorosa e rigeneratrice dei referendum e delle elezioni di Milano, Torino e Napoli ha perso di potenza, tutto è tornato allo stato consueto.

Così è potuta passare questa manovra che prevede, tra le altre misure, la riduzione dei tagli agli indennizzi dei parlamentari: solo il 20% sopra i 90.000 euro e il 40% sopra i 150.000; il contributo dei super ricchi sarà del 3% per i redditi superiori i 300.000 euro e gli evasori sono praticamente esclusi, poiché il carcere scatterà solamente nel caso in cui le tasse evase superino il 30% del complessivo volume d'affari.
Ed infine l'aggiunta di un punto percentuale all'Iva, dal 20 al 21%. Conseguenze a dir poco pesanti per il cittadino medio, per le famiglie e per le imprese.

Cosa serve ora all'Italia? Uno scatto. Un riscatto. Nessuno deve essere spodestato, nessuna piazza in fiamme potrà cambiare il Paese; per farlo occorre prima cambiare gli Italiani. Per rifondare d'accapo uno Stato che corrisponda alla figura di uno Stato equo, libero, solidale. Utopia? Forse. E' comunque bene iniziare.

venerdì 2 settembre 2011

Il potere delle multinazionali

Accusate di ogni male che corrode questo nostro pianeta, le multinazionali vengono anche invocate come aiuto per fermare la repressione violenta dei regimi che per forza di cose hanno contribuito a creare e sorreggere. E' quello che sta accadendo ora in Siria dove il colosso Shell, da sempre in affari con il governo di Damasco per lo sfruttamento dei giacimenti di gas, sta subendo le pressioni degli attivisti che su Twitter  chiedono di interrompere i rapporti economici con il sanguinario Assad. Comunque vada la Shell non ne uscirà che vincitrice (ovvero guadagnerà sempre e comunque un sacco di soldi). Da corrotto gruppo sfruttatore, qualora dovesse scaricare il despota, diverrebbe parte dell'impulso del cambiamento, riguadagnando la stima (e la benevolenza per via dei miliardi versati nelle casse statali) dell'ipotetico futuro Consiglio di Transizione (ancora debole) e continuerebbe, così, indisturbato, la sua opera di arricchimento, con il benestare di un governo giovane assetato di denaro per la rifondazione di un'intero Paese. Libia e Siria, due sviluppi differenti con (probabile) identica conclusione.