I ragazzi spagnoli, gli Indignados, sono nuovamente in piazza, si sono ripresi le strade di Madrid e di certo non le lasceranno tanto in fretta. E' un movimento nato dal basso, dalla forza di milioni di ragazzi stufi di un sistema politico ed economico corrotto, incapace di guardare al futuro in un'ottica di beneficio collettivo.Dopo essere stati sgomberati con la forza, sono tornati e possono contare sull'appoggio della popolazione iberica: da un sondaggio è emerso che più del 70% della Nazione condivide gli ideali e le proteste del movimento denominato 15M (da 15 maggio, data d'inizio delle proteste). Il pensiero fondante di questa rivolta costruttiva e pacifica è quello di una classe dirigente insufficiente ed inadatta, tanto che non è il momento attuale a determinare questa situazione di stallo politico-economico a livello globale, ma tutto ciò è da imputare al Sistema stesso. Quella dei ragazzi spagnoli deve essere una battaglia condivisa da tutti i giovani del pianeta, per inaugurare una nuova stagiona della globalizzazione che non sia muto e cieco asservimento di una parte del pianeta ad un altra e omogenizzazione di quest'ultima ad un modello utile a poche e potenti mani. Quindi auto-costruzione di un nuovo Sistema che sia in grado di tutelare l'intero (scusate la ripetizione) "sistema-mondo". Un movimento universale di giovani accomunati da un sovrannazionale senso di giustizia e solidarietà, che riconosca che in fondo siamo tutti esseri umani.
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