Mentre in Italia abbiamo il nostro daffare con dei signori che decidono per noi senza averne il minimo diritto (non sono affatto eletti, bensì nominati) e cercano di salvaguardare i propri interessi, chiedendo, in cambio, forti sacrifici ai cittadini, in questa foga, stiamo glissando a proposito di un disastro umanitario, lo stiamo completamente ignorando.da amnesty.it
Rapporto di Amnesty International sulla Somalia: "Bambine e bambini vittime di crimini di guerra"
CS070: 20/07/2011
In un nuovo rapporto diffuso oggi, Amnesty International ha denunciato
l'estensione dei crimini di guerra di cui sono vittime le bambine e i bambini
in Somalia, tra cui il sistematico arruolamento di soldati di età inferiore
a 15 anni da parte dei gruppi armati islamisti.
l'estensione dei crimini di guerra di cui sono vittime le bambine e i bambini
in Somalia, tra cui il sistematico arruolamento di soldati di età inferiore
a 15 anni da parte dei gruppi armati islamisti.
"Sulla linea del fuoco. Bambine e bambini sotto attacco in Somalia"
rivela l'impatto complessivo del conflitto armato in corso nel paese. Il rapporto
di Amnesty International denuncia, oltre agli arruolamenti forzati, anche il
diniego
dell'accesso all'istruzione e le uccisioni e i ferimenti nel corso degli
attacchi indiscriminati contro aree densamente popolate.
"Quella della Somalia non è solo una crisi umanitaria. È una crisi dei
diritti umani e una crisi delle bambine e dei bambini" - ha dichiarato Michelle
Kagari, vicedirettore per l'Africa di Amnesty International.
"Se sei un bambino in Somalia rischi la vita in ogni momento: puoi essere
ucciso, reclutato e spedito al fronte, punito da al-Shabab perché ti hanno
trovato mentre ascoltavi musica o indossavi 'vestiti sbagliati', costretto ad
arrangiarti da solo perché hai perso i genitori o puoi morire perché non hai
accesso a cure mediche adeguate" - ha spiegato Kagari, sottolineando che
"la crisi umanitaria che ha colpito le bambine e i bambini in Somalia è anche
la conseguenza del fatto che negli ultimi due anni al Shabab ha impedito
l'accesso agli aiuti".
Il rapporto analizza oltre 200 testimonianze di rifugiati somali, bambini e adulti,
che si trovano attualmente
in Kenya e a Gibuti. Molti hanno affermato di essere stati costretti a fuggire
dalle regioni centromeridionali per evitare l'arruolamento da parte dei gruppi
armati.
dalle regioni centromeridionali per evitare l'arruolamento da parte dei gruppi
armati.
Il Governo federale di transizione della Somalia è a sua volta accusato
dalle Nazioni Unite di aver reclutato, impiegato, ucciso e ferito i bambini
nel conflitto armato. Sebbene si sia impegnato a rispettare i diritti dei minori,
non ha ancora preso alcuna misura concreta per porre fine all'uso dei bambini
nei ranghi delle forze che combattono dalla sua parte.
L'istruzione è stata compromessa a causa degli attacchi indiscriminati
che hanno distrutto o danneggiato gli edifici scolastici. Nella capitale Mogadiscio,
molte scuole sono state chiuse perché gli alunni e gli insegnanti hanno paura
di essere uccisi o feriti lungo il percorso per raggiungerle.
Al-Shabab, il principale gruppo armato che si oppone al governo, ha imposto
severe limitazioni al diritto all'istruzione, impedendo ad alcune alunne di
frequentare la scuola, vietando l'insegnamento di alcune materie o usando le
scuole per indottrinare i bambini e farli partecipare ai combattimenti.
Al-Shabab sta ricorrendo sempre di più a metodi minacciosi per reclutare i bambini,
offrendo loro telefonini o danaro o compiendo raid e rapimenti nelle scuole
o in luoghi pubblici.
Alcuni bambini intervistati da Amnesty International hanno riferito di insegnanti uccisi
durante gli assalti alle scuole e di bambine obbligate a sposare i miliziani.
Una bambina tredicenne di Mogadiscio ha raccontato ad Amnesty International: "Quelli di al-Shabab sono arrivati una mattina. Hanno detto agli insegnanti che tutti i bambini dovevano essere fatti uscire dalle aule. Un insegnante ha rifiutato di obbedire ed è stato ucciso. Era coraggioso, era uno di quelli che stavano dalla parte dei diritti delle bambine".
Bambine e bambini sono stati vittime di frustate e hanno assistito a violenze terrificanti, tra cui amputazioni, lapidazioni e uccisioni compiute in pubblico dai gruppi armati islamisti. I bambini hanno anche assistito all'uccisione e alla tortura di parenti e amici.
A causa delle violazioni subite o cui hanno assistito, la dimensione del trauma tra i rifugiati somali, inclusi i bambini, è elevata.
severe limitazioni al diritto all'istruzione, impedendo ad alcune alunne di
frequentare la scuola, vietando l'insegnamento di alcune materie o usando le
scuole per indottrinare i bambini e farli partecipare ai combattimenti.
Al-Shabab sta ricorrendo sempre di più a metodi minacciosi per reclutare i bambini,
offrendo loro telefonini o danaro o compiendo raid e rapimenti nelle scuole
o in luoghi pubblici.
Alcuni bambini intervistati da Amnesty International hanno riferito di insegnanti uccisi
durante gli assalti alle scuole e di bambine obbligate a sposare i miliziani.
Una bambina tredicenne di Mogadiscio ha raccontato ad Amnesty International: "Quelli di al-Shabab sono arrivati una mattina. Hanno detto agli insegnanti che tutti i bambini dovevano essere fatti uscire dalle aule. Un insegnante ha rifiutato di obbedire ed è stato ucciso. Era coraggioso, era uno di quelli che stavano dalla parte dei diritti delle bambine".
Bambine e bambini sono stati vittime di frustate e hanno assistito a violenze terrificanti, tra cui amputazioni, lapidazioni e uccisioni compiute in pubblico dai gruppi armati islamisti. I bambini hanno anche assistito all'uccisione e alla tortura di parenti e amici.
A causa delle violazioni subite o cui hanno assistito, la dimensione del trauma tra i rifugiati somali, inclusi i bambini, è elevata.
La comunità internazionale deve aumentare le misure di protezione riguardanti il crescente numero di bambini somali separati dalle loro famiglie e accrescere il sostegno psicosociale e i programmi d'istruzione.
"Questo è un conflitto senza fine, in cui ogni giorno i bambini vivono orrori inimmaginabili. Il rischio di diventare una generazione perduta è concreto, se il mondo continuerà a ignorare i crimini di guerra che colpiscono così tanti di loro" - ha concluso Kagari.
"Questo è un conflitto senza fine, in cui ogni giorno i bambini vivono orrori inimmaginabili. Il rischio di diventare una generazione perduta è concreto, se il mondo continuerà a ignorare i crimini di guerra che colpiscono così tanti di loro" - ha concluso Kagari.
La più grande carestia, la peggior crisi idrica e una guerra civile. Tutto insieme, sulle spalle e sulla pelle di un sol popolo, non certo forte, con possibilità di far valere i proprio diritti.
A volte è bene fermarsi e pensare che dovremmo essere umani. Se non lo siamo noi.
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