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un taccuino sempre aperto. le sue pagine sono pressoché infinite, quindi non c'è motivo per non continuare a scrivere, riflettere e buttare qualche riga.
è rivolto soprattutto ai giovani, (sono giovane anch'io), per dimostrare che in questo Paese non esistono solo i giovani che rifiutano una partecipazione più o meno attiva alla vita che li circonda.
detto questo, vi saluto sperando che da qui possa uscire
qualcosa di costruttivo...
SCollicelli

giovedì 21 luglio 2011

No all'oblio

Bambini giocano alla guerra a Mogadiscio, 2008 © Archivio privatoMentre in Italia abbiamo il nostro daffare con dei signori che decidono per noi senza averne il minimo diritto (non sono affatto eletti, bensì nominati) e cercano di salvaguardare i propri interessi, chiedendo, in cambio, forti sacrifici ai cittadini, in questa foga, stiamo glissando a proposito di un disastro umanitario, lo stiamo completamente ignorando.

da amnesty.it

Rapporto di Amnesty International sulla Somalia: "Bambine e bambini vittime di crimini di guerra"

CS070: 20/07/2011

In un nuovo rapporto diffuso oggi, Amnesty International ha denunciato
l'estensione dei crimini di guerra di cui sono vittime le bambine e i bambini
in Somalia, tra cui il sistematico arruolamento di soldati di età inferiore
a 15 anni da parte dei gruppi armati islamisti.

"Sulla linea del fuoco. Bambine e bambini sotto attacco in Somalia"
rivela l'impatto complessivo del conflitto armato in corso nel paese. Il rapporto
di Amnesty International denuncia, oltre agli arruolamenti forzati, anche il
diniego
dell'accesso all'istruzione e le uccisioni e i ferimenti nel corso degli
attacchi indiscriminati contro aree densamente popolate.

"Quella della Somalia non è solo una crisi umanitaria. È una crisi dei 
diritti umani e una crisi delle bambine e dei bambini" - ha dichiarato Michelle
Kagari, vicedirettore per l'Africa di Amnesty International.

"Se sei un bambino in Somalia rischi la vita in ogni momento: puoi essere 
ucciso, reclutato e spedito al fronte, punito da al-Shabab perché ti hanno 
trovato mentre ascoltavi musica o indossavi 'vestiti sbagliati', costretto ad 
arrangiarti da solo perché hai perso i genitori o puoi morire perché non hai 
accesso a cure mediche adeguate" - ha spiegato Kagari, sottolineando che
"la crisi umanitaria che ha colpito le bambine e i bambini in Somalia è anche
la conseguenza del fatto che negli ultimi due anni al Shabab ha impedito 
l'accesso agli aiuti".

Il rapporto analizza oltre 200 testimonianze di rifugiati somali, bambini e adulti,
che si trovano attualmente 
in Kenya e a Gibuti. Molti hanno affermato di essere stati costretti a fuggire
dalle regioni centromeridionali per evitare l'arruolamento da parte dei gruppi
armati.

Il Governo federale di transizione della Somalia è a sua volta accusato
dalle Nazioni Unite di aver reclutato, impiegato, ucciso e ferito i bambini
nel conflitto armato. Sebbene si sia impegnato a rispettare i diritti dei minori,
non ha ancora preso alcuna misura concreta per porre fine all'uso dei bambini
nei ranghi delle forze che combattono dalla sua parte.

L'istruzione è stata compromessa a causa degli attacchi indiscriminati
che hanno distrutto o danneggiato gli edifici scolastici. Nella capitale Mogadiscio,
molte scuole sono state chiuse perché gli alunni e gli insegnanti hanno paura
di essere uccisi o feriti lungo il percorso per raggiungerle.
Al-Shabab, il principale gruppo armato che si oppone al governo, ha imposto
severe limitazioni al diritto all'istruzione, impedendo ad alcune alunne di
frequentare la scuola, vietando l'insegnamento di alcune materie o usando le
scuole per indottrinare i bambini e farli partecipare ai combattimenti.

Al-Shabab sta ricorrendo sempre di più a metodi minacciosi per reclutare i bambini,
offrendo loro telefonini o danaro o compiendo raid e rapimenti nelle scuole
o in luoghi pubblici.

Alcuni bambini intervistati da Amnesty International hanno riferito di insegnanti uccisi
durante gli assalti alle scuole e di bambine obbligate a sposare i miliziani.

Una bambina tredicenne di Mogadiscio ha raccontato ad Amnesty International: "Quelli di al-Shabab sono arrivati una mattina. Hanno detto agli insegnanti che tutti i bambini dovevano essere fatti uscire dalle aule. Un insegnante ha rifiutato di obbedire ed è stato ucciso. Era coraggioso, era uno di quelli che stavano dalla parte dei diritti delle bambine".

Bambine e bambini sono stati vittime di frustate e hanno assistito a violenze terrificanti, tra cui amputazioni, lapidazioni e uccisioni compiute in pubblico dai gruppi armati islamisti. I bambini hanno anche assistito all'uccisione e alla tortura di parenti e amici.

A causa delle violazioni subite o cui hanno assistito, la dimensione del trauma tra i rifugiati somali, inclusi i bambini, è elevata.
La comunità internazionale deve aumentare le misure di protezione riguardanti il crescente numero di bambini somali separati dalle loro famiglie e accrescere il sostegno psicosociale e i programmi d'istruzione.

"Questo è un conflitto senza fine, in cui ogni giorno i bambini vivono orrori inimmaginabili. Il rischio di diventare una generazione perduta è concreto, se il mondo continuerà a ignorare i crimini di guerra che colpiscono così tanti di loro" - ha concluso Kagari.

La più grande carestia, la peggior crisi idrica e una guerra civile. Tutto insieme, sulle spalle e sulla pelle di un sol popolo, non certo forte, con possibilità di far valere i proprio diritti.
A volte è bene fermarsi e pensare che dovremmo essere umani. Se non lo siamo noi. 

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