benvenuti!
questo è un blog libero.
qui potranno parlare tutti; e si parlerà di politica, musica, attualità; di tutto ciò che accade in italia e nel mondo.
un taccuino sempre aperto. le sue pagine sono pressoché infinite, quindi non c'è motivo per non continuare a scrivere, riflettere e buttare qualche riga.
è rivolto soprattutto ai giovani, (sono giovane anch'io), per dimostrare che in questo Paese non esistono solo i giovani che rifiutano una partecipazione più o meno attiva alla vita che li circonda.
detto questo, vi saluto sperando che da qui possa uscire
qualcosa di costruttivo...
SCollicelli

domenica 26 giugno 2011

Trame sotterranee al tempo della partecipazione civile

E' quantomai chiaro che dietro la nuova loggia (siamo arrivati alla quarta) ci sia nessun altro che Marco Travaglio. Sì, è quello che Libero urla in prima pagina:"C'è Travaglio dietro la P4". E certo non si ferma: una caricatura del giornalista del Fatto, con tanto di compasso e livella e grembiule del Grande Oriente fa da sfondo. Chiaro ormai che la massoneria, insinuatasi nelle redazioni dei giornali di sinistra, nei gruppi di sinistra dei pm di sinistra, stia cercando di far cadere il governo, destabilizzare il Paese per poi prenderne il comando. Oppure la massoneria stessa è di sinistra? Ha forse importanza? L'importante è sapere che i direttori d'orchestra di questa campagna denigratoria mirata alla conquista del Paese hanno a che fare con la sinistra, sono organizzati in gran segreto, coperti dalle tenebre di una società segreta ed il gioco è fatto. Lampante. Finalmente qualcuno ha trovato il coraggio di porre tutto alla luce del sole, così da poter giustiziare, dopo un regolare processo (regolarmente sommario, s'intende), la piramide, i vari Esperti, Venerabili, Fratelli d'ogni ordine e grado. Il patrio suolo è alfin salvo.

E se fosse il contrario?
Libero parla di Travaglio dopo che in un interrogatorio Bisignani, l'uomo con contatti ovunque, che poteva far muovere chiunque e dovunque, racconta come i contenuti di indagini a carico del nome importante di turno, coperti da segreto istruttorio, argomento delle sue conversazioni con parlamentari, ministri e indagati stessi, li apprendesse dalle pagine del Fatto Quotidiano, giornale di cui Travaglio è vicedirettore. Insomma uno che ha informatori, conniventi, servitori e valletti in tutte le istituzioni e nella finanza (da oggi si sa che ne aveva anche nella Guardia di Finanza; tutto lampante e confermato) apprendeva indiscrezioni da un semplice giornale.
Ma non si vuole star qui a discutere o polemizzare sul titolo o su quanto scritto dal quotidiano di Belpietro, sarebbe troppo semplice. Il messaggio che questo vuol far intendere, spaventa. I fatti sono stati rovesciati, capovolti. Ma la realtà è un'altra.

Non è certo Travaglio con i suoi "scagnozzi" ad avere in testa un qualche progetto sovversivo o comunque diffamatorio. Il fatto (non il giornale) è che ancora una volta viene a galla quello Stato sotterraneo che ciclicamente, con facce diverse, appare alla luce del sole, ma che dopo poco tona ad adombrarsi per continuare a tessere le sue trame. Questo stato (non merita la maiuscola) parallelo è in realtà l'unico vero stato dal quale poi tutto prende il via e si attua così come lo vediamo (o non lo vediamo). E' il vero esecutivo, basato su conoscenze, voti di scambio, piaceri, asti, gelosie, lobbysmo.
Tutto ruota intorno al potere e al denaro.
Ora, si fa sempre più strada la possibilità che non vengano individuati capi d'imputazione per un possibile rinvio a giudizio, ma comunque tutto questo rimane, e, che sia penalmente rilevante o meno importa relativamente, perché non siamo d'innanzi ad un semplice reato che deve essere giudicato e poi condannato; al contrario, siamo di fronte ad una male quantomai inveterato in questo nostro stato. Un male che è già di per sé condannato, quantomeno moralmente (si sa, cos'è oggi la morale per alcuni?).  Questo stato nascosto deve essere ora eliminato per sempre. Sarebbe curioso verificare (è impossibile, certo) cosa veramente, dal dopoguerra ad oggi, sia stato deliberato ed intrapreso, dai vari governi, in seguito all'azione dell'esecutivo e dalle istituzioni, diciamo così, di facciata.  

Deve essere chiaro: c'è una ragnatela sotterranea che ha il potere di modellare decisioni (anche e soprattutto) importanti e determinanti per il nostro Paese. Ora deve essere sfiduciata, denunciata e lasciata a se stessa, perché la partecipazione civile di ogni cittadino alla vita pubblica rende inutili queste trame più o meno segrete,  dal momento che non viene lasciat alcuna breccia nella difesa dello Stato, del bene comune.

venerdì 17 giugno 2011

Un'Italia nuova

Un'Italia nuova. E' possibile se si guarda con fiducia a quello che sta accadendo nel nostro Paese, di questi tempi. Finalmente possiamo tornare ad utilizzare la lettera maiuscola dopo un lungo periodo di sconforto morale e culturale nel quale la penisola sembrava inesorabilmente affogare. Ma in quello scenario desolante erano stati sottovalutati i giovani, la loro energia, la loro rabbia, la loro indignazione. E la loro gioia, la loro voglia di contare qualcosa, di contribuire a costruire un Paese migliore. Tutto questo ha portato alla mobilitazione di massa su internet; una mobilitazione che rimane comunque appannaggio di una (forse una e mezza) generazione. Per questo l'obiettivo più prossimo di tutti quei ragazzi che hanno trovato nel web la vera piazza nella quale prendere decisioni, dare il via a mobilitazioni, condividere esperienze e idee, sta nel farsi portatori di questo nuovo spirito anche presso chi sente, per forza di cose, lontane queste nuove forme di aggregazione e condivisione. Non si chiedono gesti eclatanti o dimostrazioni più o meno rumorose: basta l'esempio quotidiano di un nuovo approccio alla vita civile nelle comunità-base (dopo la famiglia), i Comuni.

Tutto sta in due parole: Liste Civiche. Ciò che darebbe davvero il là in tutta Italia a questo nuovo movimento riformatore. Liste fatte da giovani con a cuore il destino del proprio Comune e della propria comunità. A questo si deve aggiungere una base culturale fatta di valori universali che valga da nord a sud e che coordini, così, "inconsciamente", l'attività di tutti questi nuovi cittadini nell'esercizio di una Politica più vera, spogliata di quelle pratiche subdole e parassitarie che l'hanno ridotta oggi, a livello nazionale e regionale (anche provinciale e comunale, nelle grandi città) a centro di collocamento poltrone e smistamento finanziamenti fondato su reciproci "piaceri", ricatti, insomma, operazioni assai lontane dal trasparente.

La Politica è altro da quello a cui siamo stati abituati fin dai primi anni '50 del secolo scorso. La Politica è fatta di persone, di idee, di voglia di cambiare, di contare qualcosa. Dalla voglia di giocarsi in prima persona, sapendo che ognuno è indispensabile in una comunità. Tutte queste parole sono, più o meno, le stesse che quella politica incapace di intercettare il cambiamento cerca sempre di ripetere, ma con risultati diversi. I risultati cambiano alla luce di chi pronuncia queste parole: un sistema ormai superato, incapace di rinnovarsi autonomamente, insabbiatosi in conseguenza delle sue stesse azioni, nel tempo, ormai lontano dal conservare un minimo di credibilità verso chi, finalmente, ha avuto il coraggio di rialzarsi e giocarsi in prima persona, come può ritenersi credibile? Come può pensare questa politica anche solo pronunciarle queste parole?
Al contrario, il significato cambia se a pronunciarle sono coloro i quali vi hanno sempre creduto, lontani da qualsiasi momentaneo opportunismo; se a promuoverle ed urlarle è chi vi vede l' unica e vera via verso una reale democrazia che sappia unire tutti i cittadini sotto la stessa ala costituzionale e ideale, prescindendo dalle posizioni che poi ognuno accoglierà, più vicine al proprio credo.

Da qui deve partire il nuovo movimento. Deve tendere alla formazione di una base sociale e civile dalla quale, poi, la nuova Italia prenderà il via. Giovani, (meno giovani), laureati, precari, blogger, attori, musici, poeti, artisti, insegnanti, bidelli, muratori, magazzinieri, operai, bagnini, cuochi, giornalisti, scrittori. Critici amanti del proprio Paese, fedeli alla Politica.