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qui potranno parlare tutti; e si parlerà di politica, musica, attualità; di tutto ciò che accade in italia e nel mondo.
un taccuino sempre aperto. le sue pagine sono pressoché infinite, quindi non c'è motivo per non continuare a scrivere, riflettere e buttare qualche riga.
è rivolto soprattutto ai giovani, (sono giovane anch'io), per dimostrare che in questo Paese non esistono solo i giovani che rifiutano una partecipazione più o meno attiva alla vita che li circonda.
detto questo, vi saluto sperando che da qui possa uscire
qualcosa di costruttivo...
SCollicelli

mercoledì 7 settembre 2011

Manovra e rifondazione (non comunista)

Giornata movimentata quella di oggi. Dopo aver giurato che la manovra non sarebbe stata presentata al Senato con la fiducia, il governo si è prontamente smentito. Fiducia posta e incassata. Passa così una manovra della portata di 54 miliardi di euro (così riporta BBC News; al contrario le agenzie italiane parlano di "soli" 52,2 miliardi) che vuole portare al pareggio di bilancio già nel 2013. Ora sarà il turno della Camera. Nel frattempo, fuori dall'aula si accendevano scontri tra COBAS e polizia. Tafferugli, nulla più. Non è certo con qualche scaramuccia in strada che si può decidere il Paese a cambiare. Sì, perché ormai è al Paese tutto che bisogna puntare, non più alla detronizzazione di questo o quello scellerato leader. Solo quando si (ri)porterà in tutta la Penisola uno stato di consapevolezza istituzionale, una buona dose di senso del dovere civico e voglia di partecipazione attiva alla vita politica del proprio Paese, solo allora si potrà parlare di rivoluzione, di nuovo tempo. Già oggi l'onda tanto rumorosa e rigeneratrice dei referendum e delle elezioni di Milano, Torino e Napoli ha perso di potenza, tutto è tornato allo stato consueto.

Così è potuta passare questa manovra che prevede, tra le altre misure, la riduzione dei tagli agli indennizzi dei parlamentari: solo il 20% sopra i 90.000 euro e il 40% sopra i 150.000; il contributo dei super ricchi sarà del 3% per i redditi superiori i 300.000 euro e gli evasori sono praticamente esclusi, poiché il carcere scatterà solamente nel caso in cui le tasse evase superino il 30% del complessivo volume d'affari.
Ed infine l'aggiunta di un punto percentuale all'Iva, dal 20 al 21%. Conseguenze a dir poco pesanti per il cittadino medio, per le famiglie e per le imprese.

Cosa serve ora all'Italia? Uno scatto. Un riscatto. Nessuno deve essere spodestato, nessuna piazza in fiamme potrà cambiare il Paese; per farlo occorre prima cambiare gli Italiani. Per rifondare d'accapo uno Stato che corrisponda alla figura di uno Stato equo, libero, solidale. Utopia? Forse. E' comunque bene iniziare.

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