benvenuti!
questo è un blog libero.
qui potranno parlare tutti; e si parlerà di politica, musica, attualità; di tutto ciò che accade in italia e nel mondo.
un taccuino sempre aperto. le sue pagine sono pressoché infinite, quindi non c'è motivo per non continuare a scrivere, riflettere e buttare qualche riga.
è rivolto soprattutto ai giovani, (sono giovane anch'io), per dimostrare che in questo Paese non esistono solo i giovani che rifiutano una partecipazione più o meno attiva alla vita che li circonda.
detto questo, vi saluto sperando che da qui possa uscire
qualcosa di costruttivo...
SCollicelli

sabato 27 novembre 2010

quando sapremo guardare

rimaniamo o ce ne andiamo?..che facciamo?..ogni giorno in questo Paese trascorre inesorabilmente identico a quello precedente..niente di nuovo..anzi, anche peggio!..rimanere per combattere?..e per cosa?..sappiamo quello che vogliamo?..le dimissioni di berlusconi?..può essere, ma deve essere chiaro che quell'uomo non è il male del nostro paese, o meglio, se se ne va lui, non si risolve nulla..sono tutti pronti a scatenare una guerra pur di accaparrarsi il trono vacante..e tutto come prima.
lo si dice sempre..<è il sistema che è malato>..è proprio così..c'è un cancro da eliminare..curarlo è impossibile..sperando che il corpo nuovo non si ammali a sua volta..ed il pericolo è molto più che reale..la corruttibilità dell'animo umano rende tutto questo possibile..di generazione in generazione tutto si degrada..si perde un pezzo alla volta..e tutto è potere e denaro..la cosa pubblica, è cosa pubblica?? oramai è cosa privata..è di coloro che la utilizzano per specularne, abusarne, trarne benefici grazie ad amici facilmente corruttibili; ovviamente alle e sulle spalle dei cittadini che tacitamente ne pagano le conseguenze. e come le pagano?..in moneta certo..ma soprattutto nell'abbandono di fiducia e affezione verso quella "cosa pubblica" che in quanto pubblica è di ognuno di noi e ognuno di noi è chiamato a ritenersi sì fruitore, ma soprattutto guardiano, garante..non è più tempo che si deleghi mansuetamente a "estranei"..bisogna riappropriarsi di quello che ci appartiene..che appartiene alla coscienza collettiva, alla responsabilità collettiva.
qual'è il gioco che si perpetua da anni?..semplice..prendiamo ad esempio la tv: ci fanno credere che un gruppo di direttori, giornalisti, conduttori, stiano utilizzando in maniera impropria le reti pubbliche, pagate con i soldi dei contribuenti..il popolo ignorante s'inalbera: >..e i governanti..>..il famoso >..e così delegati dall'ignoranza si ritrovano ad essere i padroni legittimati di quello che non dovrebbe invece avere padroni, o meglio dovrebbe avere controllori, delegati dal popolo, posti a salvaguardia della corretta gestione dell'apparato e del perseguimento di quegli obiettivi che, lungi dall'essere mero guadagno, dovrebbero guardare all'interesse del popolo..e quando qualche coraggioso "giusto" si affaccia in un meccanismo inceppato, con l'intenzione di fare il possibile per riavviarlo, viene cacciato dal Consiglio del Nostro, (loro).
siamo davvero una parte insignificante..mah..se le voci urlano nel deserto sì..ma se lo fanno in una strada affollata, prima o poi qualcuno che non va di fretta si ferma ad ascoltare..e il bambino potrà finalmente urlare che il re è nudo..e tutti finalmente guarderanno.

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