
capita che, spulciando il sito delle Camere, si finisca, non si sa come, a leggere il testo della conversione in legge di un decreto emanato il 30 dicembre 2009 così titolato "Disposizioni urgenti per la cessazione dello stato di emergenza in materia di rifiuti nella regione Campania, per l'avvio della fase post emergenziale nel territorio della regione Abruzzo ed altre disposizioni urgenti relative alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed alla protezione civile".
l'articolo 1 è dedicato all'emergenza terremoto in Abruzzo e dispone il passaggio di consegne del "grado" di Commissario delegato per la ricostruzione, al Presidente della regione; di conseguenza egli viene messo a capo di un organo il cui compito è quello di riorganizzare la ricostruzione giostrando e smistando le risorse che il Governo avrà l'accortezza di inviare (2 milioni di € tra il 2011 e il 2013, abbastanza pochi verrebbe da dire); fatto sta che l'"investitura" di Commissario delegato, non permetterà al presidente della regione di gestire tutti i fondi e tutti i cantieri della ricostruzione: infatti, sempre nell'articolo 1 si specifica come "Il Presidente della regione Abruzzo assume le funzioni di Commissario delegato per la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma del 6 aprile 2009 [...] operando con i poteri e le deroghe di cui alle ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri adottate per superare il contesto emergenziale, e prosegue gli interventi di primo soccorso e di assistenza in favore delle popolazioni colpite dai medesimi eventi, ad esclusione degli interventi per il completamento del progetto C.A.S.E. e dei moduli abitativi provvisori (MAP) e scolastici (MUSP)".
ciò significa che il Presidente della regione diviene sì Commissario, ma non gestisce tutti i fondi destinati all'emergenza, solo una minima parte; infatti il progetto C.A.S.E. altro non è che quell'insieme di abitazioni ultra-moderne che costituiscono la tanto odiata new-town, e, sempre il caso vuole che sia l'operazione che porta in circolo il maggior quantitativo di denaro in tutta la faccenda. in sostanza la fetta più grande della torta rimane in mano alla presidenza del consiglio e alla protezione civile, che, senza gara d'appalto, possono decidere a chi donare quel fiume di denaro pubblico destinato all'emergenza, senza che i cittadini destinati a subire le colate di cemento sul proprio territorio possano mettere parola o esprimere opinione.
oggi queste C.A.S.E. sono ultimate, con una spesa pari a 1.030.601.052,00 €, unmiliardotrentamilioniseicentounomilacinquantadue euro (dai dati forniti dalla protezione civile), soldi pubblici, regalati a imprese che hanno applicato costi a volte superiori del 40% rispetto al costo reale del lavoro. e siamo punto e a capo. l'italia. con la i minuscola. aspettando che risorga quella vera. facendola risorgere.
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