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un taccuino sempre aperto. le sue pagine sono pressoché infinite, quindi non c'è motivo per non continuare a scrivere, riflettere e buttare qualche riga.
è rivolto soprattutto ai giovani, (sono giovane anch'io), per dimostrare che in questo Paese non esistono solo i giovani che rifiutano una partecipazione più o meno attiva alla vita che li circonda.
detto questo, vi saluto sperando che da qui possa uscire
qualcosa di costruttivo...
SCollicelli

martedì 9 novembre 2010

è la morte del pensiero. la paura ha vinto


..smarrimento. è la prima emozione che, violentemente, si impossessa di me. non è possibile. no.
purtroppo è successo. brescia, mattina dell' 8 novembre 2010, via s.faustino. un gruppo di poliziotti in assetto antisommossa fronteggia una piccola folla di comuni cittadini e immigrati. gli immigrati sono lì da più di una settimana, a sostenere i sei amici che da 9 giorni sono, per protesta, arrampicati a 35 metri d'altezza sulla ormai famosa gru del cantiere della stazione del metrobus.
alle 5.45 del mattino, la polizia è arrivata e velocemente e ha sgomberato il presidio che gli immigrati stessi avevano creato fuori i cancelli del cantiere, per essere di sostegno ai compagni sulla gru, visto lo smantellamento-inganno del precedente presidio in via lupi di toscana.
tutto fila liscio: fermi, trasferimento di dodici manifestanti nei centri di identificazione e espulsione.
con le luci dell'alba s'affacciano per strada cittadini in cerca di spiegazioni, cittadini solidali con i manifestanti, immigrati che ribadiscono l'appoggio ai manifestanti cacciati.
e siamo alla scena d'apertura. a capo del manipolo di poliziotti c'è il vicequestore di brescia, che in abiti casual tenta una forma di dialogo (definizione forzata, in quanto un dialogo si ha tra interlocutori che espongono il loro pensiero e si fermano ad ascoltare l'altrui) con i manifestanti.
c'è arroganza nella voce dei poliziotti. arretrate. arretrate, intimano. non potete stare qua. andatevene. disperdetevi. è il vicequestore che urla. perchè dobbiamo arretrare?. siamo qui per discutere. suolo pubblico! urla qualcuno. andatevene da un'altra parte a discutere. è sempre il vicequestore. sembra frustrato. assume un tono autoritario, che per nulla si confà alla situazione. il fiammifero è vicino alla miccia. troppo vicino. andatevene!. andatevene o carico!. cosa vuoi caricare?!. siamo qui per parlare!. non vogliamo la violenza!. basta con la violenza!. assassini!.
sono cittadini. cittadini. "i cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi. per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non deve essere dato preavviso. delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica". così recita l'articolo 17 della nostra Costituzione.
quei cittadini si sono riuniti pacificamente e con le sole armi del loro pensiero e della loro indignazione. sono le armi che fanno più paura . sono su suolo pubblico. non hanno dato preavviso. beh non avevano intenzione di riunirsi, sono accorsi a causa della presenza della polizia; si sono trovati lì tutti insieme per caso.
se non ve ne andate parte la carica. è il vicequestore. guardandolo vengono alla mente le parole di tagore "tanto facile è soffocare, in nome della libertà esteriore, la libertà interiore dell'uomo". si lancia in avanti contro un ragazzo, spaventato. caricate. lo dice una tranquillità disarmante. sconcertante. caricate. quasi a dire "vedete, non abbiamo paura di far male. non ce ne frega niente del buonismo (che per chiunque si chiama intelligenza) che si è sempre usato con gente come voi. obbedite ai nostri di ordini". la gente scappa. i poliziotti corrono brandendo i manganelli. qualcuno cade. altri si appiattiscono contro muri e serrande di negozi ancora chiusi.
una donna viene braccata. il vicequestore la tiene ferma. altri cittadini cercano di difenderla. non ha fatto nulla. un uomo si intromette. lasciatela, non ha fatto nulla. non si può usare questa violenza. ma perchè bisogna arrivare a questo?. lasciatela. dai. l'accento bresciano è forte. il vice questore si gira verso un collaboratore. questo signore viene con noi. prendetelo e portatelo via.
altre cariche poi si susseguiranno. la tensione rimarrà alta.
ma nulla di ciò che è successo sembra razionale.
nulla.
come si può rispondere con tanta violenza a comuni e pacifici cittadini che semplicemente si interessavano del bene della loro città?. come?. c'è ancora spazio per manifestare liberamente e pubblicamente le proprie idee, anche se scomode agli occhi di chi governa?.
"non condivido la tua opinione, ma farò il possibile, affinchè tu possa esprimerla". così sentenziava Voltaire. e oggi?. si direbbe che così più non è. non qui.
tra quei cittadini non c'erano aizzatori di professione che spesso si incontrano nei cortei. nessuno era armato di spranghe o bastoni. persone che si rifugiano nella chiesa. un'immagine dal sapore antico, ma almeno lì i poliziotti hanno avuto il pudore e il rispetto di non entrare.
la morte dei diritti. la morte del Diritto. "tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti. essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza". "nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato". "ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza". Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. l'uomo che è stato fermato, cosa di tanto grave ha commesso per meritare il fermo?. non si è stati privati della cittadinanza, sapendo che per cittadino si intende "colui che partecipa alla vita pubblica della comunità. come tale il cittadino è titolare di diritti e soggetto delle decisioni"?. contrario del cittadino è il suddito "colui che delle decisioni è solo oggetto". e ieri, quei cittadini si sono trasformati tutti in sudditi. sudditi della paura. dell'ignoranza, che la genera.

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