erano pronti a riceverli, quei ragazzi italiani che sarebbero arrivati nel gelido dicembre russo..li avrebbero accolti con calore, per non far loro notare i meno quindici gradi..ma un giorno e' stato loro comunicato che l'università non li avrebbe più fatti arrivare..l'università non avrebbe più rinnovato il contratto ai loro professori..la loro università non aveva più un soldo.il loro futuro stava lentamente svanendo..si stava sgretolando pian piano sotto i loro piedi..
già sarebbe stato un dolore non poterli ospitare nelle loro vere case..eh..si capisce..loro venivano dall'Italia, non li si poteva far vivere in quaranta metri quadrati con altre tre persone e senza il bagno..non si poteva..avrebbero accettato così, a malincuore, di farli dormire nelle camere della loro antica e splendida università..ma ora..non potevano più averli..e loro non avrebbero più avuto l'Italia..la loro vita..loro artisti..gli si insegnava che l'Italia era, è e sarà la patria degli artisti..l'Arte..ma ora?..tutto si perdeva..non li avrebbero mai conosciuti quei figli dell'arte..figli dell'arte?..erano, questi figli dell'arte, consapevoli di ciò che li aspettava fuori dalle monotone e internazionali porte scorrevoli dell'aeroporto?..lo sapevano?..con che faccia si presentavano a quella realtà?..avrebbero continuato a ridere?..e quando avrebbero smesso?..lì è la morte..
è la morte dei sogni..la morte del futuro..
cosa possono giovani universitari dinnanzi ad una tragedia?..torneranno a casa..in quei quaranta metri quadri..rivolti a pregare verso l'angolo rosso..e che il dio che li ha traditi si penta..
é stato un enorme dispiacere per noi, per me, non potere andare a San Pietroburgo, dopo tutte le illusioni che ci avevano fatto, insomma non è mica una meta come tutte, però a pensarci bene quelli che dovrebbero essere più mortificati sono loro, loro che non potranno vedere le bellezze della nostra nazione, che pur essendo piena di difetti, a loro sarebbe piaciuta molto.
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