
l'egitto brucia.
sono giorni che i cittadini invadono le strade delle principali città egiziane per chiedere al capo dello stato mubarak di lasciare il paese, dopo trent'anni di sostanziale dittatura (ovviamente appoggiata dall'occidente), sfidando la polizia, i proiettili ed il coprifuoco.
ora l'occidente tutto si schiera a difesa dei manifestanti uccisi negli scontri. e in questi 30 anni?..ha forse reclamato un'apertura democratica a favore del popolo tutto?
parrebbe proprio di no. gli interessi economici hanno sempre avuto la meglio, troppo forti per piegarsi alle richieste di libertà di un popolo. il denaro ancora una volta prima di ogni altro bisogno. disperato bisogno. il canale di Suez non trasporta ideali, pace e libertà. no. spiacenti. il canale serve a facilitare l'importazione e l'esportazione di ricchezza. la ricchezza finisce nelle banche; la si tocca; rende qualcuno più di qualcun'altro il quale rimane meno.
no, la libertà rende tutti uguali. non giova alla ricchezza un mondo equo.
ed eccolo qui il mondo più che si leva a difesa dei deboli, li usa, si schiera dalla loro parte per concedergli null'altro che una piccola soddisfazione, una "libertà" tanto invocata, così da divenire paladini, entrare nei cuori dei rivoltosi, e poi ancora una volta lasciarli ai margini, in nome della ricchezza.
e questi falsi paladini diventeranno a loro volta i nuovi mubarak e di nuovo una rivolta.
per quale motivo.
oggi la forza dei rivoluzionari è tanta, è tanta la spinta, la rabbia.
speriamo che non si disperda con i fumi dei focolai appiccati agli angoli delle strade e che non sia catturata nella rete degli uomini in nero.
l'egitto brucia.
e con la rabbia è arrivata anche la follia. due mummie del prestigioso museo egizio del cairo sono state completamente distrutte. è la storia?


