benvenuti!
questo è un blog libero.
qui potranno parlare tutti; e si parlerà di politica, musica, attualità; di tutto ciò che accade in italia e nel mondo.
un taccuino sempre aperto. le sue pagine sono pressoché infinite, quindi non c'è motivo per non continuare a scrivere, riflettere e buttare qualche riga.
è rivolto soprattutto ai giovani, (sono giovane anch'io), per dimostrare che in questo Paese non esistono solo i giovani che rifiutano una partecipazione più o meno attiva alla vita che li circonda.
detto questo, vi saluto sperando che da qui possa uscire
qualcosa di costruttivo...
SCollicelli

domenica 30 gennaio 2011

la rivoluzione


l'egitto brucia.
sono giorni che i cittadini invadono le strade delle principali città egiziane per chiedere al capo dello stato mubarak di lasciare il paese, dopo trent'anni di sostanziale dittatura (ovviamente appoggiata dall'occidente), sfidando la polizia, i proiettili ed il coprifuoco.
ora l'occidente tutto si schiera a difesa dei manifestanti uccisi negli scontri. e in questi 30 anni?..ha forse reclamato un'apertura democratica a favore del popolo tutto?
parrebbe proprio di no. gli interessi economici hanno sempre avuto la meglio, troppo forti per piegarsi alle richieste di libertà di un popolo. il denaro ancora una volta prima di ogni altro bisogno. disperato bisogno. il canale di Suez non trasporta ideali, pace e libertà. no. spiacenti. il canale serve a facilitare l'importazione e l'esportazione di ricchezza. la ricchezza finisce nelle banche; la si tocca; rende qualcuno più di qualcun'altro il quale rimane meno.
no, la libertà rende tutti uguali. non giova alla ricchezza un mondo equo.
ed eccolo qui il mondo più che si leva a difesa dei deboli, li usa, si schiera dalla loro parte per concedergli null'altro che una piccola soddisfazione, una "libertà" tanto invocata, così da divenire paladini, entrare nei cuori dei rivoltosi, e poi ancora una volta lasciarli ai margini, in nome della ricchezza.
e questi falsi paladini diventeranno a loro volta i nuovi mubarak e di nuovo una rivolta.
per quale motivo.
oggi la forza dei rivoluzionari è tanta, è tanta la spinta, la rabbia.
speriamo che non si disperda con i fumi dei focolai appiccati agli angoli delle strade e che non sia catturata nella rete degli uomini in nero.
l'egitto brucia.
e con la rabbia è arrivata anche la follia. due mummie del prestigioso museo egizio del cairo sono state completamente distrutte. è la storia?

giovedì 27 gennaio 2011

il ministero della verità


indigniamoci. il giornale è tornato all'attacco. dopo la campagna infamante nei confronti dell'ex direttore dell'Avvenire Boffo e del presidente della Camera Fini, ora tocca a Ilda Boccassini, il Pubblico Ministero che sta indagando sulle notti brave di berlusconi.
chi critica è linciato.
non esiste alcun diritto di dissentire.
diceva bene Fini quando, riferendosi a berlusconi, ammoniva che il mandato a governare affidatogli dai cittadini non era da confondere con un permesso a regnare.
con quale coraggio quest'uomo irrompe in trasmissioni televisive e insulta chi non si allinea alla sua visione distorta e fuorilegge della realtà? come si può abbandonare indignati uno studio televisivo, quando qualche suo "giornalista" svende la sua professionalità (sempre che ne abbia una) per fini che nulla hanno a che vedere con la democraticità di uno stato che tale si riconosce?
il nuovo scoop del giornale (povero Montanelli) mira a svelare "segreti amori" del magistrato Boccassini per far passare l'idea che colei che sta indagando il premier non ne abbia alcun diritto morale dati questi "amori extraconiugali". ma altro non sono che riferimenti ad una inchiesta vecchia ormai di vent'anni che vedeva la Boccassini indagata, poi prosciolta da ogni accusa in seguito all'archiviazione del caso.
molto rumore per nulla.
per chi ne è al corrente.
purtroppo c'è chi prende per oro colato tutto ciò che esce dalla bocca del premier e dal suo Ministero della verità che può contare su vari organi ed apparati: un quotidiano controllato dal fratello paolo il Giornale; tre televisioni direttamente controllate più le tre reti RAI indirettamente gestite; una casa editrice la Mondadori, la quale controlla a sua volta la storica Einaudi e dispone di varie riviste patinate atte a mostrare alle gentili signore che passano il loro tempo tra phon e spazzole dal parrucchiere il ritratto della felice famiglia reale; infinite quote di partecipazione in diverse altre case editrici, tra le quali la RCS, editrice del Corriere della Sera.
il contrattacco è partito. Saviano il suo appello l'aveva lanciato alla consegna della laura Honoris Causa a Genova, ora non bisogna che queste false verità vengano accettate dall'opinione pubblica, il che significherebbe un ulteriore inesorabile passo verso l'uniformazione unilaterale del pensiero, inizio di un viaggio di faticoso ritorno.

domenica 23 gennaio 2011

il tempo dei maiali


Orwell aveva visto già tutto.
ieri berlusconi ha additato l'ex alleato fini quale orditore, assieme ai magistrati di milano, di un gigantesco complotto alle sue spalle, il cui intento sarebbe (ovviamente) di spodestarlo.
il presidente del consiglio ricorda tanto quei maiali-despoti del capolavoro di Orwell "la fattoria degli animali", che pur di non ammettere la loro inesperienza nel progettare e costruire il mulino, incolparono il maialino che, fuggito dalla fattoria perchè conscio della dittatura ivi presente, aveva cercato di richiamare alla ragione i suoi compagni animali, i quali non avevano la sua stessa criticità di giudizio, anzi, capacità di cogliere l'oggettivo.
il nostro disonorevole presidente si presenta così: un maiale che fortemente (agli occhi dei suoi assuefatti e compiacenti complici) denuncia il più vile dei soprusi commesso a sua colpa; un maiale che pateticamente, ignobilmente e sfacciatamente (agli occhi di chiunque abbia un briciolo di buon senso, lasciando da parte appartenenze politiche) difende la sua posizione e i suoi privilegi, padrone di un paese che a maggioranza lo tollera.
a roma si direbbe "ben alì de noartri". la famigerata famiglia non è quella della moglie stavolta; è la sua. una famiglia modello, sbandierata su tutte le riviste patinate del suo gruppo editoriale.
che valenza avrebbe ora il magnifico opuscolo mandato in tutte le case d'italia in occasione delle elezioni del 2001?. "una storia italiana". pagine e pagine di una storia che una volta poteva incarnare la vera storia italiana, ma ora quell'italia si è stancata di sentirsi così tranquillamente italiana.
oggi la "storia" italiana è un'altra. purtroppo.
e a resistere sono sempre i soliti. e il marciume tranquillamente cresce.
ovviamente nell'indifferenza generale. un giro tra i luoghi di ritrovo preferiti dai giovani e tutto si comprende. no, non si comprende, si vede e si sente. e non si comprende.
non si comprende cosa possa innescare un meccanismo tale da portare ragazzi a difendere un vecchio attempato che adesca giovani ragazze. cosa li porti ad idolatrarlo. cosa possa portare milioni di persone a tutto ciò!. perchè non c'è una vera coscienza popolare?..che fine ha fatto quell'opinione pubblica che nel settecento illuminato ha saputo ribaltare poteri secolari?..che ha mosso popoli?. è vero, alla fine sempre qualche altro maiale (qui inteso come metafora orwelliana) è succeduto ai suoi predecessori, ma a monte un terremoto c'è stato. a monte come a valle.
oggi invece il nulla. intrappolati in una morsa fatale, bloccati da poteri subdoli, parole finte architettate ad arte per essere credute, ideologie frenanti, paure inibitrici, volontà narcotizzate.
oggi siamo tutto questo. i maiali stanno cominciando a far festa.

domenica 16 gennaio 2011

nonna, c'è la rivoluzione!


..in queste ore vorrei essere là..in tunisia..
..non lo ritengo un pensiero figlio di una sfrontatezza incosciente legata ad una idealizzazione banale della rivoluzione..no..è un sentimento vero..non essere lì per giocare il ruolo del rivoluzionario ad ogni costo che cerca ogni pretesto per inventarsi eroe..no..un semplice osservatore esterno, che nulla o poco sa della differente realtà (ma forse nemmeno troppo) che si respira in quei luoghi, che riflette e riporta.
..il centro del mondo ora è là..in un paese che davvero poco ha di diverso da un semplice paese cosiddetto "occidentale"..una rivoluzione è in atto..nel duemilaundici..non è una di quelle infinite rivolte che ogni giorno insanguinano le strade non asfaltate di mezza Africa, perchè in questa tunisia il popolo si ribella contro un despota e contro il suo governo, che in 23 anni ha preso il controllo dell'intero paese..ma non un despota "tipico" quali possono apparire i vari gheddafi o putin, ma un despota "soft" che pian piano, dopo un eclatante colpo di stato, ha assoggettato a se l'intera nazione..
..il popolo a questo si sta ribellando e non cede alle trappole delle bande armate fedeli all'ormai deposto presidente..non cade dinnanzi ai proiettili, troppo attaccato alla propria libertà..
..è lì che ognuno di noi dovrebbe essere ora..per gioire con ogni singolo cittadino, perchè questo vuol dire riappropriarsi delle proprie tradizioni e del proprio passato..il vero passato..quello che ininterrottamente è continuato a scorrere sotto la crosta di una indifferenza e violenza continua, che ora è eruttato in tutta la sua potenza..
..ognuno di noi dovrebbe sentirsi fiero di appartenere ancora alla razza umana, che senza sosta ricerca quella meta che mai è stata cancellata dalle anime, nonostante scomode presenze corruttrici..
..questa è la vera rivoluzione che da millenni va avanti..e in questi giorni ha scritto nuove pagine..